Prima di entrare nei dettagli, raccogliamo le idee fondamentali della lezione:
una successione a valori in un insieme è una funzione definita sui numeri naturali e a valori in ;
in questo corso adottiamo la convenzione
ma indicheremo sempre con chiarezza l'indice iniziale;
il valore assunto dalla successione in corrispondenza dell'indice si chiama termine -esimo e si indica con ;
la successione non deve essere confusa con l'insieme dei suoi valori ;
due successioni sono uguali quando hanno lo stesso dominio di indici e termini corrispondenti uguali, non quando hanno soltanto lo stesso insieme dei valori;
una successione può essere assegnata mediante una formula esplicita oppure mediante una legge ricorsiva accompagnata dai dati iniziali necessari;
elencare alcuni termini aiuta a intuire una successione, ma in generale non basta a definirla in modo univoco;
una proprietà vale definitivamente quando esiste una soglia tale che sia verificata da ogni termine con indice ;
la soglia non è in generale unica: se una soglia funziona, funziona ogni soglia più grande;
dire che una proprietà vale definitivamente equivale a dire che gli indici per i quali essa non vale sono in numero finito;
avere infiniti termini che verificano una proprietà non significa verificarla definitivamente;
modificare, eliminare o aggiungere un numero finito di termini iniziali non cambia le proprietà definitive;
un numero finito di proprietà definitive può essere imposto simultaneamente scegliendo come soglia il massimo delle singole soglie;
la stessa conclusione può fallire per una famiglia infinita di proprietà.
Prerequisiti
Si suppongono noti:
il concetto di funzione;
dominio, codominio e immagine di una funzione;
l'insieme dei numeri naturali e il loro ordinamento;
le principali notazioni insiemistiche;
il principio di induzione;
le formule elementari per potenze, radicali, valore assoluto e funzioni usuali;
le nozioni di insieme e di appartenenza;
il significato di massimo di un insieme finito di numeri.
Le nozioni di distanza e di intorno introdotte nelle lezioni P1 e P2 non
saranno ancora usate nelle definizioni principali. Diventeranno essenziali
dalla lezione successiva, quando introdurremo il limite finito.
Obiettivi formativi
Al termine della lezione si dovrà essere in grado di:
definire una successione come funzione;
riconoscere il dominio degli indici e il codominio di una successione;
interpretare correttamente il simbolo ;
usare notazioni che rendano esplicito l'indice iniziale;
distinguere una successione dall'insieme dei suoi valori;
stabilire quando due successioni sono uguali;
calcolare i primi termini a partire da una formula esplicita;
generare i termini di una successione definita per ricorrenza;
verificare se i dati iniziali di una ricorrenza sono sufficienti;
tradurre la parola «definitivamente» mediante quantificatori;
determinare una soglia dalla quale una proprietà è sempre vera;
descrivere una proprietà definitiva attraverso l'insieme degli indici eccezionali;
distinguere «definitivamente» da «per infiniti indici»;
dimostrare che una modifica finita non altera una proprietà definitiva;
combinare un numero finito di proprietà definitive mediante il massimo delle soglie;
spiegare perché lo stesso procedimento non si estende automaticamente a infinite proprietà.
Che cos'è una successione?
Una lista ordinata, ma non soltanto una lista
Quando incontriamo per la prima volta espressioni come
oppure
siamo portati a pensare a una successione come a una lista ordinata di
oggetti. Questa intuizione è utile, perché mette subito in evidenza due
caratteristiche:
esiste un primo termine, poi un secondo, poi un terzo e così via;
la posizione di ciascun termine fa parte dell'informazione.
Una lista scritta con i puntini, tuttavia, non è ancora una definizione
matematica completa. I puntini chiedono al lettore di indovinare una regola e
regole diverse possono produrre gli stessi primi termini.
Per esempio, dalla scrittura
si potrebbe immaginare la successione delle potenze di ,
ma anche la successione
le cui differenze successive sono . I primi tre termini non
determinano da soli quale legge si intenda usare.
La definizione formale elimina questa ambiguità.
Definizione formale
Definizione. Sia un insieme non vuoto. Una successione a valori in
è una funzione
La funzione associa a ogni numero naturale un unico elemento di :
Per tradizione, il valore viene indicato con un indice in basso:
Si legge « con indice » oppure «termine -esimo della successione».
La successione intera si indica preferibilmente con
o, quando l'indice iniziale è già chiaro dal contesto, semplicemente con
La parentesi tonda è importante: segnala che stiamo considerando la funzione
indicizzata, non un insieme privo di ordine.
Il dominio degli indici e il codominio
Nella funzione
è il dominio degli indici e è il codominio.
Questi due elementi rispondono a domande diverse:
il dominio dice quali posizioni sono ammesse;
il codominio dice di quale natura possono essere i termini.
Se , parliamo di successione reale. Se , parliamo
di successione complessa. Se , ogni termine è un punto o un
vettore del piano. Nulla vieta, inoltre, che sia un insieme di funzioni, di
intervalli o di figure geometriche.
Per esempio,
definisce una successione reale:
La stessa formula permette anche di dichiarare un codominio più ristretto:
Entrambe le dichiarazioni sono corrette, perché ogni termine appartiene sia a
sia a . Il codominio dichiarato, però, non deve essere
confuso con l'insieme dei valori effettivamente assunti.
Il termine generale
Una formula come
viene chiamata termine generale della successione, perché consente di
calcolare direttamente il termine corrispondente a ogni indice ammesso.
Per esempio,
L'indice non è un esponente e non è un fattore moltiplicativo. Il simbolo
significa semplicemente «valore della funzione nell'indice ».
Uguaglianza tra successioni
Definizione. Due successioni e con lo stesso dominio
degli indici sono uguali se
L'uguaglianza deve quindi essere verificata termine per termine nelle stesse
posizioni.
Consideriamo
e
Si ha
perciò le due successioni non sono uguali. Il fatto che entrambe assumano
soltanto i valori e non basta a renderle uguali.
Indici, indice iniziale e code
La convenzione adottata per
In questo corso useremo stabilmente la convenzione
La convenzione non è universale: alcuni testi iniziano i naturali da .
Questa differenza non modifica la teoria, ma può spostare le formule di un
indice. Per evitare ogni ambiguità, scriveremo sempre l'indice iniziale quando
esso è rilevante.
Per esempio,
inizia da , perché la formula non è definita per .
Invece,
inizia da . Le due successioni producono lo stesso allineamento di valori,
ma associano quei valori a indici diversi.
Successioni che iniziano da un indice
Non è necessario che una successione inizi da . Se una formula è definita
soltanto da un certo indice in poi, si considera una funzione
e si scrive
Nella maggior parte delle applicazioni sarà un numero naturale.
Per esempio, la formula
è definita, nei numeri reali, per
La successione corretta è quindi
i cui primi termini sono
Analogamente,
definisce una successione reale per .
Cambiare l'indice iniziale
Una stessa lista di valori può essere indicizzata in modi diversi. Consideriamo
e
Si ha
Le due funzioni non hanno lo stesso dominio di indici e non vengono considerate
letteralmente la stessa successione. Rappresentano però la stessa sequenza di
valori dopo una semplice traslazione degli indici.
Questa osservazione anticipa un principio importante: per le proprietà che
riguardano soltanto i valori presenti in una coda, il punto preciso da cui
iniziamo a contare non avrà importanza. Se invece una proprietà collega
esplicitamente il valore alla sua etichetta numerica, come , una
rinumerazione richiede di adattare anche la formula.
Le code di una successione
Fissato un indice , la parte
si chiama coda della successione a partire da e si indica con
La parte precedente,
contiene soltanto un numero finito di termini. La coda contiene invece tutti i
termini successivi.
Il linguaggio delle proprietà definitive serve precisamente a descrivere ciò
che accade in almeno una coda completa.
Successione e insieme dei valori
Due oggetti diversi
Alla successione
è associato l'insieme immagine
Adotteremo quindi due notazioni distinte:
per la successione e
per l'insieme dei suoi valori.
La successione conserva:
l'ordine con cui compaiono i termini;
la posizione associata a ciascun termine;
le eventuali ripetizioni.
L'insieme dei valori, invece:
non registra l'ordine;
non registra quante volte un valore compare;
contiene ciascun valore una sola volta.
Un primo esempio
Per
la successione è
mentre l'insieme dei valori è semplicemente
L'insieme ha due elementi, ma la successione ha infiniti termini.
Stesso insieme dei valori, successioni diverse
Consideriamo
e
Le due successioni sono
e
Sono diverse, perché , ma hanno lo stesso insieme dei valori:
Possiamo rendere la differenza ancora più evidente ponendo
e
Entrambe hanno insieme dei valori , ma l'ordine e la frequenza delle
apparizioni sono diversi.
Perché la distinzione è essenziale
Molte proprietà delle successioni dipendono dall'ordine degli indici. Per
esempio, affermare che «da un certo indice in poi tutti i termini sono
positivi» non è una proprietà del solo insieme dei valori: bisogna sapere dove
e quante volte compaiono gli eventuali valori non positivi.
Anche il limite, che introdurremo nella prossima lezione, descrive il
comportamento dei termini quando l'indice cresce. Se cancellassimo
l'indicizzazione e conservassimo soltanto l'insieme dei valori, perderemmo
l'informazione necessaria.
Come si assegna una successione
Elencare i termini
Una successione può essere suggerita scrivendo
Quando la legge è già nota o evidente dal contesto, questa scrittura è comoda.
Da sola, però, una lista finita seguita dai puntini non determina in generale
una successione unica.
La scrittura
fa pensare ai numeri di Fibonacci, ma i termini successivi non sono
matematicamente obbligati finché non viene dichiarata una regola.
Per assegnare una successione in modo rigoroso occorre fornire una legge che
determini ogni termine.
Definizione esplicita
Una successione è definita in forma esplicita quando il termine è
espresso direttamente in funzione dell'indice .
Esempi:
Per calcolare un termine non è necessario conoscere quelli precedenti. Per
esempio,
si ottiene sostituendo direttamente .
Definizione per ricorrenza
Una successione è definita per ricorrenza quando uno o più termini iniziali
sono assegnati e ogni nuovo termine viene costruito a partire da termini
precedenti.
Per esempio,
La legge non fornisce immediatamente , ma permette di generare i
termini uno dopo l'altro:
In questo caso la successione ammette anche la formula esplicita
Le due descrizioni assegnano la stessa successione.
Quanti dati iniziali servono?
La legge ricorsiva deve essere accompagnata da tutti i dati iniziali necessari.
La relazione
non determina una successione unica se non viene specificato almeno un termine.
Infatti:
con si ottiene ;
con si ottiene ;
con si ottiene .
Una ricorrenza che coinvolge i due termini precedenti richiede normalmente due
dati iniziali. La successione di Fibonacci, per esempio, è definita da
e
Da questi dati seguono in modo univoco
La ricorrenza deve determinare un unico termine
Non basta scrivere un'equazione che coinvolga . Occorre che, una volta
noti i termini precedenti, il nuovo termine sia determinato in modo univoco.
Per esempio,
può dare
oppure
quando entrambe le radici reali esistono. Per eliminare l'ambiguità si deve
specificare, per esempio,
Bisogna inoltre controllare che l'operazione resti definita. Se compare una
radice quadrata, il radicando deve essere non negativo; se compare un
denominatore, esso non deve annullarsi.
Il ruolo del principio di induzione
Una definizione ricorsiva genera i termini uno alla volta. Il principio di
induzione è lo strumento naturale per dimostrare che una formula esplicita
descrive proprio la successione così ottenuta.
Riprendiamo
Vogliamo provare che
Passo iniziale. Per ,
Passo induttivo. Supponiamo che per un certo valga
Allora, usando la ricorrenza,
La formula è quindi vera per ogni .
Successioni a valori in insiemi diversi
Successioni reali
Le successioni più frequenti in Analisi Matematica 1 sono quelle a valori
reali:
Alcuni esempi sono
In questa lezione ci interessa soltanto come sono definite e quali proprietà
possiedono da un certo indice in poi. Il loro comportamento limite verrà
studiato nelle lezioni successive.
Successioni in
Una successione a valori in associa a ogni indice un punto del
piano. Per esempio,
Il termine di indice è
mentre
In generale, una successione in ha la forma
Le parentesi tonde esterne indicano il vettore, mentre l'indice indica la
posizione nella successione. L'indice in alto tra parentesi identifica invece
la componente.
Successioni complesse
Una successione complessa è una funzione
Per esempio,
produce
L'insieme dei valori è
ma la successione registra anche l'ordine periodico con cui questi valori
compaiono.
Successioni di insiemi
Il codominio può essere anche una famiglia di insiemi. Per esempio, definiamo
Ogni termine è un intervallo reale:
Questa è una successione di sottoinsiemi di . Il termine non
è un numero, ma un intero insieme.
Successioni di funzioni
Possiamo anche avere una funzione come termine della successione. Se
allora
è una successione di funzioni definite su .
Questi esempi mostrano perché è utile definire una successione a valori in un
insieme astratto . La struttura formale è sempre la stessa:
Cambia soltanto la natura degli oggetti .
Proprietà valide definitivamente
L'idea di «da un certo punto in poi»
Molte affermazioni dell'analisi non richiedono che una proprietà sia vera fin
dal primo termine. È sufficiente che, dopo un numero finito di eccezioni, essa
resti sempre vera.
Consideriamo
I primi termini sono
La proprietà «» non vale per , ma vale per ogni
. Diremo quindi che la successione è definitivamente positiva.
Definizione mediante quantificatori
Definizione. Sia una successione. Una proprietà
è verificata definitivamente, o per sufficientemente
grande, se esiste un indice tale che
In forma quantificata:
La proprietà può riguardare soltanto il termine, come in
oppure coinvolgere anche esplicitamente l'indice, come in
L'ordine dei quantificatori è essenziale:
Prima si deve trovare un'unica soglia ; poi la proprietà deve valere per
tutti gli indici successivi.
La soglia non è unica
Se una proprietà vale per ogni , allora vale anche per ogni
, quando .
Per la successione
la proprietà vale da in poi. Funzionano anche
La soglia è la più piccola possibile, ma nella maggior parte delle
dimostrazioni non è necessario trovare la soglia minima. È sufficiente
individuarne una corretta.
Questa libertà è molto utile: possiamo scegliere una soglia più grande se
rende i calcoli più semplici o permette di combinare più richieste.
Formulazione mediante appartenenza a un insieme
Sia . Dire che la successione si trova definitivamente in
significa
In altre parole, almeno una coda completa della successione è contenuta in
:
Per esempio, se
allora
La successione si trova quindi definitivamente nell'intervallo
.
Notiamo che e non appartengono all'intervallo. Le eccezioni
iniziali non impediscono alla proprietà di essere definitiva.
Una soglia ricavata da una disuguaglianza
Consideriamo
e chiediamoci quando vale
Poiché , la disuguaglianza equivale a
quindi a
Per gli indici naturali ciò accade quando
Possiamo scegliere . La proprietà è dunque verificata
definitivamente.
Questo esempio mostra il metodo operativo:
si traduce la proprietà in una condizione sull'indice;
si trova una soglia che rende vera la condizione;
si verifica che la proprietà valga per ogni indice successivo.
Formulazione mediante eccezioni finite
Data una proprietà , consideriamo l'insieme degli indici per i quali essa
fallisce:
Vale il seguente risultato.
Teorema. La proprietà è verificata definitivamente dalla successione
se e solo se l'insieme degli indici eccezionali è
finito.
Dimostrazione.
Supponiamo anzitutto che valga definitivamente. Esiste allora una soglia
tale che sia vera per ogni . Gli eventuali indici per
cui fallisce devono quindi appartenere all'insieme finito
Di conseguenza è finito.
Viceversa, supponiamo che sia finito. Se è vuoto, la proprietà vale
per ogni indice e possiamo scegliere . Se non è vuoto, essendo
finito possiede un massimo. Poniamo
Nessun indice appartiene a ; pertanto è vera per ogni
. La proprietà vale definitivamente.
Il teorema giustifica l'espressione equivalente:
una proprietà vale definitivamente se vale per tutti i termini, con l'eccezione al più di un numero finito di indici.
«Sempre», «definitivamente» e «per infiniti indici»
Queste tre espressioni non sono equivalenti.
La proprietà vale sempre se
Vale definitivamente se
Vale per infiniti indici se l'insieme
è infinito.
Si hanno le implicazioni
I conversi sono falsi.
Per esempio, per
la proprietà vale definitivamente, ma non sempre.
Per
la proprietà vale per tutti gli indici pari, quindi per infiniti
indici. Tuttavia non vale definitivamente, perché dopo qualunque soglia
continuano a comparire indici dispari per i quali .
La negazione di una proprietà definitiva
Negare
significa affermare
In parole:
una proprietà non vale definitivamente se, qualunque soglia venga scelta,
esiste almeno un indice successivo per il quale la proprietà fallisce.
Per , la proprietà non vale definitivamente. Data una
qualunque soglia , possiamo scegliere un indice dispari ; per tale
indice si ha
Questa forma logica sarà molto importante quando, nella prossima lezione,
negheremo la definizione di limite.
Le proprietà definitive dipendono soltanto dalla coda
Il prefisso finito non conta
Consideriamo due successioni:
e
Le successioni differiscono nei primi tre termini e coincidono da n=3 in
poi.
Qualunque proprietà riguardi tutti i termini da una soglia abbastanza grande
in poi non può dipendere dai valori di b_0,b_1,b_2. Basta scegliere la soglia
oltre gli indici modificati.
Successioni definitivamente uguali
Definizione. Due successioni (a_n) e (b_n) si dicono
definitivamente uguali se esiste N tale che
a_n=b_n
\qquad
\text{per ogni }n\ge N.
L'uguaglianza definitiva è più debole dell'uguaglianza ordinaria. Se due
successioni sono uguali, sono certamente definitivamente uguali. Il converso
non è vero: possono differire in un numero finito di posizioni iniziali.
Invarianza rispetto a modifiche finite
Teorema. Siano (a_n) e (b_n) due successioni definitivamente uguali.
Una proprietà dei termini vale definitivamente per (a_n) se e solo se vale
definitivamente per (b_n).
Dimostrazione.
Supponiamo che le successioni coincidano per ogni n\ge N_0 e che la
proprietà P valga per a_n ogni volta che n\ge N_1.
Scegliamo
N=\max\{N_0,N_1\}.
Se n\ge N, allora n\ge N_0 e quindi
b_n=a_n.
Inoltre n\ge N_1, perciò a_n verifica P. Di conseguenza anche b_n
verifica P per ogni n\ge N.
Abbiamo dimostrato che P vale definitivamente per (b_n). Scambiando i
ruoli delle due successioni si ottiene l'implicazione inversa.
\square
Aggiungere, eliminare o modificare termini iniziali
Il teorema precedente racchiude un principio operativo fondamentale:
modificare un numero finito di termini non cambia le proprietà definitive;
aggiungere un numero finito di termini prima dell'indice iniziale non cambia il comportamento definitivo;
eliminare un numero finito di termini iniziali non cambia le proprietà definitive;
spostare l'indice iniziale di una quantità finita non cambia ciò che accade da un certo punto in poi.
Nelle prime tre affermazioni si conservano gli indici dei termini rimasti. Se
si rinumera l'intera successione, le consuete proprietà che riguardano soltanto
i valori di una coda restano invariate; una proprietà che contiene
esplicitamente l'indice deve invece essere riscritta tenendo conto della
traslazione.
È necessario, però, conservare la parola «finito». Una modifica eseguita su
infiniti indici può alterare completamente una proprietà definitiva.
Per esempio, trasformare
a_n=1
in
b_n=(-1)^n
significa cambiare tutti i termini con indice dispari. La proprietà «essere
positivo» vale sempre per (a_n), ma non vale definitivamente per (b_n).
Combinare proprietà definitive
Due proprietà
Supponiamo che una proprietà P_1 valga per ogni n\ge N_1 e che una
proprietà P_2 valga per ogni n\ge N_2.
Per imporle simultaneamente scegliamo
N=\max\{N_1,N_2\}.
Se n\ge N, allora
n\ge N_1
e
n\ge N_2.
Pertanto, per ogni n\ge N, valgono sia P_1 sia P_2.
Teorema. La congiunzione di due proprietà definitive è una proprietà definitiva.
Un numero finito di proprietà
Lo stesso ragionamento vale per un numero finito di proprietà.
Teorema. Se P_1,P_2,\ldots,P_m sono verificate definitivamente, allora
è verificata definitivamente anche la proprietà congiunta
P_1\land P_2\land\cdots\land P_m.
Dimostrazione.
Per ogni i\in\{1,\ldots,m\}, scegliamo una soglia N_i dalla quale vale
P_i. Poiché le soglie sono in numero finito, esiste il loro massimo:
N=\max\{N_1,N_2,\ldots,N_m\}.
Per ogni n\ge N si ha n\ge N_i per tutti gli indici
i=1,\ldots,m. Quindi tutte le proprietà valgono simultaneamente.
\square
La finitezza è usata in un punto preciso: un insieme finito di numeri naturali
possiede un massimo.
Un esempio operativo
Consideriamo
a_n=n-5
e le proprietà
P_1:\quad a_n>0
e
P_2:\quad a_n>100.
La prima vale per ogni n\ge6. La seconda equivale a
n-5>100,
cioè
n>105,
e vale per ogni n\ge106.
Scegliendo
N=\max\{6,106\}=106,
entrambe le proprietà sono vere per ogni n\ge106.
In questo esempio P_2 implica già P_1, ma il metodo del massimo funziona
senza dover osservare questa relazione.
Perché una famiglia infinita richiede cautela
Non possiamo estendere automaticamente il teorema a infinite proprietà.
Consideriamo
a_n=\frac{1}{n+1},
\qquad n\in\mathbb N,
e, per ogni intero k\ge1, la proprietà
P_k:\quad a_n<\frac1k.
Fissato k, si ha
\frac{1}{n+1}<\frac1k
quando
n+1>k.
Possiamo quindi scegliere N_k=k. Ogni singola proprietà P_k vale
definitivamente.
Tuttavia non esiste alcun indice n per il quale valgano simultaneamente tutte
le proprietà P_k. Fissato n, basta scegliere
k=n+2.
Si avrebbe allora
\frac{1}{n+1}<\frac{1}{n+2},
che è falso.
Il problema è che la famiglia infinita di soglie
N_1,N_2,N_3,\ldots
non possiede necessariamente un massimo finito. Ogni richiesta, considerata da
sola, può essere soddisfatta da una coda diversa, senza che esista una sola
coda capace di soddisfarle tutte.
Proprietà definitive di successioni diverse
Il metodo del massimo funziona anche quando le proprietà riguardano successioni
diverse.
Supponiamo che
P(a_n)
valga per ogni n\ge N_1 e che
Q(b_n)
valga per ogni n\ge N_2.
Per
N=\max\{N_1,N_2\},
si hanno simultaneamente
P(a_n)
e
Q(b_n)
per ogni n\ge N.
Questa semplice osservazione verrà usata continuamente nei teoremi sui limiti:
quando due stime diventano vere da soglie diverse, basterà spostarsi oltre la
più grande delle due.
La proprietà vale per ogni n\ge2. Gli indici eccezionali sono
E=\{0,1\}.
L'insieme E è finito e la proprietà è quindi definitiva.
Esempio 6 - «Per infiniti indici» non basta
Per
a_n=(-1)^n(n+1)
si ha
a_n>0
per ogni indice pari. Gli indici pari sono infiniti.
Per ogni indice dispari, invece,
a_n<0.
Anche gli indici dispari sono infiniti e ne esistono di arbitrariamente
grandi. Qualunque soglia N venga scelta, dopo N compare ancora un indice
dispari. La positività non è quindi definitiva.
In compenso, la proprietà
|a_n|\ge10
vale definitivamente. Infatti
|a_n|=n+1,
e per ogni n\ge9 si ha n+1\ge10.
Esempio 7 - Combinare due richieste
Siano
a_n=n-3
e
b_n=\frac{1}{n+1}.
Vogliamo trovare una soglia comune dalla quale valgano
a_n>20
e
b_n<0.01.
La prima disuguaglianza equivale a
n-3>20,
quindi vale per ogni
n\ge24.
Abbiamo già visto che la seconda vale per ogni
n\ge100.
Una soglia comune è
N=\max\{24,100\}=100.
Per ogni n\ge100 entrambe le richieste sono soddisfatte.
Esempio 8 - Una modifica finita non cambia la proprietà
Definiamo
a_n=n
e
b_n=
\begin{cases}
-1000, & n=0,\\
-2000, & n=1,\\
-3000, & n=2,\\
n, & n\ge3.
\end{cases}
Le due successioni coincidono da n=3 in poi.
La proprietà
a_n>50
vale per ogni n\ge51. Per la successione (b_n) possiamo scegliere
N=\max\{3,51\}=51.
Anche b_n>50 vale quindi definitivamente. I tre valori iniziali, per quanto
molto negativi, non hanno alcun effetto sulla proprietà definitiva.
Distinzioni concettuali da conservare
Concetti da non confondere
Distinzione
Successione e insieme dei valori
La successione conserva indici, ordine e ripetizioni; l'insieme dei valori no.
Dominio e codominio
Il dominio contiene gli indici; il codominio contiene i possibili termini.
Codominio e immagine
Il codominio è dichiarato nella definizione della funzione; l'immagine contiene soltanto i valori effettivamente assunti.
Formula e successione
La formula assegna una successione soltanto dopo aver specificato il dominio degli indici e verificato dove è definita.
Elenco iniziale e definizione
Un numero finito di termini seguito dai puntini non determina in generale una legge unica.
Definizione esplicita e ricorsiva
La prima calcola a_n direttamente da n; la seconda costruisce a_n da termini precedenti e richiede dati iniziali.
Uguaglianza e uguaglianza definitiva
L'uguaglianza vale per ogni indice; l'uguaglianza definitiva può ammettere un numero finito di differenze iniziali.
Sempre e definitivamente
«Sempre» non ammette eccezioni; «definitivamente» ammette un numero finito di eccezioni iniziali.
Definitivamente e per infiniti indici
Nel primo caso tutti gli indici abbastanza grandi funzionano; nel secondo possono continuare a esserci infiniti fallimenti.
Una soglia e la soglia minima
Per dimostrare una proprietà definitiva basta una soglia corretta; non è necessario trovare la più piccola.
Congiunzione finita e infinita
Per un numero finito di soglie si prende il massimo; una famiglia infinita può non avere un massimo finito.
Tabella 1: Concetti fondamentali da distinguere
Errori frequenti
Confondere (a_n) con \{a_n\}
La notazione
(a_n)
indica la successione. Per l'insieme dei valori scriveremo
\{a_n:n\in\mathbb N\}.
L'uso indistinto delle parentesi tonde e graffe nasconde la differenza tra un
oggetto indicizzato e un insieme.
Dimenticare l'indice iniziale
La formula 1/n non definisce una successione reale per n\ge0. Occorre
scrivere
\left(\frac1n\right)_{n\ge1}.
Prima di calcolare i termini bisogna controllare denominatori, radicali,
logaritmi e ogni altra restrizione di dominio.
Credere che i puntini definiscano una legge
Una scrittura come
1,2,4,\ldots
non specifica univocamente i termini successivi. È necessario dichiarare una
formula, una ricorrenza o un'altra regola non ambigua.
Omettere i dati iniziali di una ricorrenza
La relazione
a_{n+1}=2a_n
ammette infinite successioni, una per ogni scelta di a_0. Per determinare una
successione unica bisogna assegnare il dato iniziale.
Fornire troppo pochi dati iniziali
La ricorrenza
a_{n+2}=a_{n+1}+a_n
richiede due valori iniziali. Conoscere soltanto a_0 non permette di
calcolare a_2, perché manca a_1.
Usare una ricorrenza ambigua
L'equazione
a_{n+1}^2=a_n+1
non specifica quale radice scegliere. Una legge ricorsiva deve determinare un
unico nuovo termine e deve restare definita per tutti gli indici previsti.
Confondere la posizione con il valore
In una successione può accadere che
a_n=a_m
con n\ne m. I termini hanno lo stesso valore, ma occupano posizioni diverse.
La ripetizione non elimina l'indicizzazione.
Pensare che «definitivamente» significhi «molte volte»
Una proprietà definitiva deve valere per tutti gli indici oltre una soglia.
Non basta che valga per cento indici, per un milione di indici o perfino per
infiniti indici.
Scegliere una soglia diversa per ogni indice
La struttura corretta è
\exists N
\quad
\forall n\ge N.
La soglia viene scelta una volta sola. Una frase del tipo «per ogni n scelgo
N=n» non dimostra nulla, perché inverte il ruolo dei quantificatori.
Controllare soltanto il primo indice dopo la soglia
Verificare P(N,a_N) non basta. Bisogna dimostrare
P(n,a_n)
\qquad
\text{per ogni }n\ge N.
Una proprietà potrebbe valere in N e fallire di nuovo in seguito.
Pretendere la soglia minima
Se N=100 rende vera una proprietà, la dimostrazione è corretta anche se
N=73 avrebbe funzionato. Cercare sempre la soglia minima può appesantire il
calcolo senza aggiungere contenuto matematico.
Usare il massimo per infinite soglie
Il massimo
\max\{N_1,\ldots,N_m\}
esiste perché l'insieme è finito. Non si può scrivere automaticamente
\max\{N_1,N_2,N_3,\ldots\}
senza dimostrare che la famiglia infinita ammetta davvero un massimo finito.
Esercizi svolti
Gli esercizi sono ordinati per difficoltà. È consigliabile tentare ogni
problema prima di leggere lo svolgimento.
Livello A - Definizioni e calcolo dei termini
Esercizio 1
Sia
a_n=\frac{n^2+1}{n+1},
\qquad n\ge0.
Calcolare a_0,a_1,a_2,a_5.
Indicare dominio degli indici e un possibile codominio.
Stabilire se a_n è il valore della successione oppure la successione
intera.
Svolgimento.
Sostituendo gli indici nella formula otteniamo
a_0=\frac{0^2+1}{0+1}=1,
a_1=\frac{1^2+1}{1+1}=1,
a_2=\frac{2^2+1}{2+1}=\frac53,
a_5=\frac{5^2+1}{5+1}=\frac{26}{6}=\frac{13}{3}.
Il dominio degli indici è \mathbb N, perché la successione è dichiarata per
n\ge0. Un possibile codominio è \mathbb R.
Il simbolo a_n indica il termine corrispondente all'indice generico n. La
successione intera si indica con
(a_n)_{n\ge0}.
Esercizio 2
Determinare il più piccolo indice iniziale naturale per il quale ciascuna
formula definisce una successione reale su tutti gli indici successivi:
a_n=1/(n-4);
b_n=\sqrt{n-3};
c_n=\log(n+2);
d_n=\sqrt{n-2}/(n+1).
Svolgimento.
Per
a_n=\frac{1}{n-4},
il solo indice naturale vietato è n=4. Non esiste un indice iniziale minore o
uguale a 4 dal quale la formula sia definita senza interruzioni, perché la
coda conterrebbe l'indice vietato. Il più piccolo indice iniziale adatto è
n_0=5.
Per
b_n=\sqrt{n-3},
occorre
n-3\ge0,
quindi
n_0=3.
Per
c_n=\log(n+2),
occorre n+2>0. La condizione è verificata da ogni n\in\mathbb N, perciò
n_0=0.
Infine,
d_n=\frac{\sqrt{n-2}}{n+1}
richiede n-2\ge0. Per gli indici naturali il denominatore n+1 non si
annulla. Quindi
n_0=2.
Esercizio 3
Considerare le successioni
a_n=(-1)^n,
b_n=(-1)^{n+1},
c_n=1
\qquad
\text{per ogni }n\in\mathbb N.
Scrivere i primi sei termini di ciascuna.
Determinare i rispettivi insiemi dei valori.
Stabilire quali successioni sono uguali.
Svolgimento.
Per (a_n) otteniamo
1,-1,1,-1,1,-1,\ldots.
Per (b_n) otteniamo
-1,1,-1,1,-1,1,\ldots.
Per (c_n) otteniamo
1,1,1,1,1,1,\ldots.
Gli insiemi dei valori sono
\{a_n:n\in\mathbb N\}=\{-1,1\},
\{b_n:n\in\mathbb N\}=\{-1,1\},
\{c_n:n\in\mathbb N\}=\{1\}.
Le successioni (a_n) e (b_n) hanno lo stesso insieme dei valori, ma non
sono uguali perché, per esempio, a_0=1 e b_0=-1. Nessuna delle tre
successioni è uguale a un'altra.
Esercizio 4
Siano
a_n=\frac1n,
\qquad n\ge1,
e
b_n=\frac{1}{n+1},
\qquad n\ge0.
Confrontare le due liste di valori.
Stabilire se le due successioni sono uguali come funzioni.
Scrivere una relazione tra i loro termini.
Svolgimento.
Le due liste sono entrambe
1,\frac12,\frac13,\frac14,\ldots.
Le successioni non sono però uguali come funzioni, perché hanno domini di
indici diversi:
\{1,2,3,\ldots\}
e
\{0,1,2,\ldots\}.
La relazione corretta è
b_n=a_{n+1}
\qquad
\text{per ogni }n\ge0.
Si tratta della stessa lista di valori con un'indicizzazione traslata.
Esercizio 5
La successione (a_n) è definita da
a_0=2,
\qquad
a_{n+1}=3a_n-1.
Calcolare a_1,a_2,a_3,a_4.
Svolgimento.
Applichiamo la ricorrenza un termine alla volta:
a_1=3a_0-1=3\cdot2-1=5,
a_2=3a_1-1=3\cdot5-1=14,
a_3=3a_2-1=3\cdot14-1=41,
a_4=3a_3-1=3\cdot41-1=122.
I primi cinque termini, includendo quello iniziale, sono
Quindi, per ogni n\ge9, valgono entrambe le disuguaglianze:
0.8<a_n<1.
Possiamo scegliere
N=9.
Esercizio 11
Sia
a_n=n^2-9.
Per la proprietà
P:\quad a_n\ge0,
determinare l'insieme degli indici eccezionali e una soglia dalla quale P
vale.
Svolgimento.
La proprietà equivale a
n^2-9\ge0,
cioè
n^2\ge9.
Per n\in\mathbb N ciò accade quando n\ge3. Gli indici per i quali la
proprietà fallisce sono quindi
E_P=\{0,1,2\}.
L'insieme è finito e possiamo scegliere
N=3.
Esercizio 12
Per la successione
a_n=(-1)^n,
stabilire se ciascuna proprietà vale sempre, definitivamente, per infiniti
indici ma non definitivamente, oppure mai:
a_n>0;
a_n\ne0;
|a_n|\le1;
a_n<-2.
Svolgimento.
La proprietà a_n>0 vale esattamente per gli indici pari. Vale quindi per
infiniti indici, ma non definitivamente, perché continuano a comparire indici
dispari arbitrariamente grandi.
La proprietà a_n\ne0 vale sempre, poiché a_n assume soltanto i valori 1
e -1.
Anche
|a_n|\le1
vale sempre, perché
|a_n|=1
per ogni n.
Infine, a_n<-2 non vale mai, perché i soli valori sono -1 e 1.
Esercizio 13
Usare la negazione quantificata per dimostrare che la proprietà
(-1)^n>0
non vale definitivamente.
Svolgimento.
Per dimostrare che la proprietà non vale definitivamente dobbiamo verificare
\forall N\in\mathbb N
\quad
\exists n\ge N:
\quad
(-1)^n\le0.
Sia dunque N un naturale arbitrario.
Se N è dispari, scegliamo n=N.
Se N è pari, scegliamo n=N+1.
In entrambi i casi n è dispari e n\ge N. Pertanto
(-1)^n=-1\le0.
Qualunque soglia venga scelta, esiste un indice successivo che fa fallire la
positività. La proprietà non è definitiva.
Esercizio 14
Siano
a_n=2n-1
e
b_n=\frac{1}{n+1}.
Trovare una soglia comune dalla quale valgano simultaneamente
a_n\ge99
e
b_n<0.02.
Svolgimento.
La prima proprietà equivale a
2n-1\ge99,
quindi a
2n\ge100
e infine a
n\ge50.
Per la seconda proprietà osserviamo che
0.02=\frac{1}{50}.
Allora
\frac{1}{n+1}<\frac{1}{50}
\iff
n+1>50.
Per gli indici naturali ciò equivale a
n\ge50.
Le due soglie coincidono. Possiamo scegliere
N=\max\{50,50\}=50.
Per ogni n\ge50 valgono entrambe le proprietà.
Esercizio 15
Siano
a_n=\frac{1}{n+1}
e
b_n=
\begin{cases}
10^6, & n=0,\\
-10^6, & n=1,\\
42, & n=2,\\
\dfrac{1}{n+1}, & n\ge3.
\end{cases}
Dimostrare che la proprietà
|b_n|<0.01
vale definitivamente e indicare una soglia.
Svolgimento.
Le successioni coincidono per ogni n\ge3. Per a_n si ha
|a_n|=\frac{1}{n+1}.
La disuguaglianza
\frac{1}{n+1}<0.01=\frac{1}{100}
vale quando
n+1>100,
ossia per ogni
n\ge100.
Scegliamo
N=\max\{3,100\}=100.
Per ogni n\ge100 si ha b_n=a_n e quindi
|b_n|<0.01.
I tre termini modificati non influenzano la proprietà definitiva.
Livello C - Dimostrazioni e struttura logica
Esercizio 16
Sia (a_n)_{n\ge n_0} una successione e sia P(n,a_n) una proprietà.
Dimostrare direttamente l'equivalenza
P\text{ vale definitivamente}
\iff
\{n\ge n_0:P(n,a_n)\text{ è falsa}\}\text{ è finito}.
èè
Svolgimento.
Indichiamo con
E=\{n\ge n_0:P(n,a_n)\text{ è falsa}\}
è
l'insieme degli indici eccezionali.
Supponiamo che P valga definitivamente. Esiste una soglia N\ge n_0 tale
che P(n,a_n) sia vera per ogni n\ge N. Se un indice appartiene a E, deve
quindi essere minore di N. Si ha
E\subseteq\{n_0,n_0+1,\ldots,N-1\}.
Il secondo membro è finito, dunque anche E è finito.
Supponiamo ora che E sia finito. Se E=\varnothing, la proprietà vale per
ogni indice e possiamo prendere N=n_0.
Se E\ne\varnothing, il massimo di E esiste. Poniamo
N=\max E+1.
Per ogni n\ge N si ha n>\max E, quindi n\notin E. Di conseguenza
P(n,a_n) è vera. La proprietà vale definitivamente.
Le due implicazioni dimostrano l'equivalenza.
Esercizio 17
Dimostrare che la relazione «essere definitivamente uguali» è una relazione di
equivalenza tra successioni con lo stesso dominio degli indici.
Svolgimento.
Dobbiamo verificare riflessività, simmetria e transitività.
Riflessività. Ogni successione è definitivamente uguale a se stessa,
perché
a_n=a_n
per ogni indice. Possiamo scegliere come soglia l'indice iniziale.
Simmetria. Se (a_n) è definitivamente uguale a (b_n), esiste N tale
che
a_n=b_n
per ogni n\ge N. Per la simmetria dell'uguaglianza si ha anche
b_n=a_n
per gli stessi indici. Quindi (b_n) è definitivamente uguale a (a_n).
Transitività. Supponiamo che (a_n) e (b_n) coincidano per ogni
n\ge N_1 e che (b_n) e (c_n) coincidano per ogni n\ge N_2. Poniamo
N=\max\{N_1,N_2\}.
Per ogni n\ge N valgono
a_n=b_n
e
b_n=c_n.
Per la transitività dell'uguaglianza,
a_n=c_n.
Pertanto (a_n) e (c_n) sono definitivamente uguali.
La relazione è dunque riflessiva, simmetrica e transitiva.
Esercizio 18
Siano P_1,P_2,\ldots,P_m proprietà verificate definitivamente da una
successione (a_n). Dimostrare che anche
P_1\land P_2\land\cdots\land P_m
è verificata definitivamente.
Svolgimento.
Per ogni i\in\{1,\ldots,m\} esiste una soglia N_i tale che P_i valga per
ogni n\ge N_i.
Poiché le soglie sono in numero finito, possiamo definire
N=\max\{N_1,N_2,\ldots,N_m\}.
Se n\ge N, allora n\ge N_i per ogni i=1,\ldots,m. Di conseguenza, nello
stesso indice n, valgono tutte le proprietà
P_1,P_2,\ldots,P_m.
Quindi la loro congiunzione vale per ogni n\ge N ed è una proprietà
definitiva.
Esercizio 19
Costruire una successione (a_n) e una famiglia infinita di proprietà
P_1,P_2,\ldots tali che:
ogni P_k valga definitivamente;
nessun termine della successione verifichi tutte le proprietà
simultaneamente.
Svolgimento.
Prendiamo
a_n=\frac{1}{n+1}
e, per ogni k\ge1, definiamo
P_k:\quad a_n<\frac1k.
Fissato k, si ha
\frac{1}{n+1}<\frac1k
\iff
n+1>k.
La proprietà P_k vale quindi per ogni n\ge k. Ogni singola proprietà è
definitiva.
Fissiamo ora un indice qualunque n. Se scegliamo
k=n+2,
la proprietà P_k richiederebbe
\frac{1}{n+1}<\frac{1}{n+2},
ma questa disuguaglianza è falsa. Quindi nessun termine a_n verifica tutte
le proprietà simultaneamente.
L'esempio mostra che non esiste una soglia comune per l'intera famiglia
infinita.
Esercizio 20
Sia (a_n)_{n\ge n_0} una successione reale. Supponiamo che esistano
M\ge0 e N\ge n_0 tali che
|a_n|\le M
\qquad
\text{per ogni }n\ge N.
Dimostrare che esiste B\ge0 tale che
|a_n|\le B
\qquad
\text{per ogni }n\ge n_0.
Svolgimento.
La stima |a_n|\le M controlla tutta la coda a partire da N. Restano da
controllare soltanto i termini del prefisso finito
a_{n_0},a_{n_0+1},\ldots,a_{N-1}.
Consideriamo l'insieme finito
\{M,|a_{n_0}|,|a_{n_0+1}|,\ldots,|a_{N-1}|\}.
Se N=n_0, l'insieme si riduce al solo valore M. In ogni caso esso possiede
un massimo. Poniamo
La disuguaglianza |a_n|\le B vale quindi per ogni indice. Il risultato
mostra ancora una volta che un numero finito di termini iniziali può essere
controllato separatamente.
Testi di riferimento
Paolo Maurizio Soardi, Analisi matematica, §2.4, §4.1
Jaures P. Cecconi e Guido Stampacchia, Analisi Matematica 1 - Funzioni di
una variabile, §22
Giuseppe De Marco, Analisi Uno, §0.7.3
Sintesi finale
Una successione a valori in un insieme X è una funzione
a:\mathbb N\longrightarrow X.
Adottando
\mathbb N=\{0,1,2,\ldots\},
il valore associato all'indice n si indica con
a_n=a(n).
Quando la successione inizia da un indice diverso, lo si dichiara
esplicitamente:
(a_n)_{n\ge n_0}.
La successione
(a_n)_{n\ge n_0}
e l'insieme dei suoi valori
\{a_n:n\ge n_0\}
sono oggetti diversi. La prima conserva ordine, indici e ripetizioni; il
secondo no. Due successioni sono uguali soltanto quando i termini
corrispondenti coincidono in ogni indice.
Una successione può essere descritta mediante una formula esplicita,
a_n=f(n),
oppure mediante una ricorrenza. In quest'ultimo caso devono essere assegnati
tutti i dati iniziali necessari e la legge deve determinare un unico termine
successivo. Il principio di induzione permette spesso di collegare una
descrizione ricorsiva a una formula esplicita.
Una proprietà P(n,a_n) vale definitivamente quando
\exists N
\quad
\forall n\ge N:
\quad
P(n,a_n).
La soglia non deve essere minima. Se N funziona, funziona ogni soglia più
grande. La stessa nozione può essere espressa dicendo che l'insieme degli
indici eccezionali
\{n:P(n,a_n)\text{ è falsa}\}
è
è finito.
La frase «P vale per infiniti indici» è più debole. Una proprietà non è
definitiva quando
\forall N
\quad
\exists n\ge N:
\quad
P(n,a_n)\text{ è falsa}.
è
Le proprietà definitive dipendono soltanto da una coda della successione.
Perciò aggiungere, eliminare o modificare un numero finito di termini iniziali
non le altera.
Infine, se proprietà definitive hanno soglie
N_1,N_2,\ldots,N_m,
con m finito, esse valgono simultaneamente dalla soglia
N=\max\{N_1,N_2,\ldots,N_m\}.
La conclusione non si estende automaticamente a una famiglia infinita. Questo
meccanismo delle soglie e delle code sarà il cuore logico della definizione di
limite che affronteremo nella prossima lezione.