Prima di entrare nei dettagli, raccogliamo le idee che dovranno rimanere al
termine della lezione:
la retta reale estesa si ottiene aggiungendo a i due simboli e ;
i simboli e non sono numeri reali e non rappresentano numeri «molto grandi» in valore assoluto;
l'ordine dei numeri reali viene esteso ponendo per ogni ;
gli intorni fondamentali di sono le semirette , mentre quelli di sono le semirette ;
per restringere un intorno di bisogna aumentare la soglia ; per restringere un intorno di bisogna diminuirla;
quando si considerano soltanto numeri reali, appartenere a equivale semplicemente a essere maggiore di , mentre appartenere a equivale a essere minore di ;
un insieme che contiene numeri arbitrariamente grandi non è necessariamente un intorno di : per esserlo deve contenere un'intera semiretta terminale;
i punti e permettono di descrivere due direzioni diverse e non devono essere sostituiti da un unico simbolo ;
la retta reale estesa può essere dotata di una metrica che trasforma i suoi due punti ideali negli estremi di un intervallo chiuso e limitato.
Prerequisiti
Si suppongono noti:
la retta reale e il suo ordinamento;
gli intervalli limitati e le semirette;
il valore assoluto;
le nozioni di maggiorante, minorante e insieme limitato;
la proprietà archimedea dei numeri reali;
le definizioni di palla e di intorno introdotte nella lezione P1;
le proprietà fondamentali degli intorni, in particolare la stabilità per
sovrainsiemi e per intersezioni finite.
La costruzione metrica dell'ultima parte è un approfondimento. Per comprenderne
l'idea è sufficiente conoscere la definizione di spazio metrico.
Obiettivi formativi
Al termine della lezione si dovrà essere in grado di:
definire la retta reale estesa ;
distinguere con precisione un numero reale dai simboli +\infty e
-\infty;
usare correttamente l'ordine in \overline{\mathbb R};
interpretare gli intervalli che hanno un estremo infinito;
definire e riconoscere gli intorni di +\infty e di -\infty;
tradurre l'appartenenza a un intorno dell'infinito in una disuguaglianza;
distinguere un vero intorno nella retta estesa dalla sua traccia sulla
retta reale;
confrontare intorni dell'infinito e calcolarne intersezioni finite;
spiegare perché contenere punti arbitrariamente grandi non equivale a
contenere un intorno di +\infty;
riconoscere quali manipolazioni con i simboli infiniti sono prive di
significato;
comprendere, come approfondimento, una metrica naturale su
\overline{\mathbb R}.
Perché aggiungere due punti alla retta reale?
Tre modi diversi di essere illimitati
Consideriamo i tre insiemi
A=\{1,2,3,\ldots\},
B=\{-1,-2,-3,\ldots\}
e
C=A\cup B.
Tutti e tre sono illimitati, ma non nello stesso modo:
A è illimitato superiormente, ma è limitato inferiormente;
B è illimitato inferiormente, ma è limitato superiormente;
C è illimitato sia superiormente sia inferiormente.
La sola parola «illimitato» non registra quindi la direzione nella quale
l'insieme si estende. Per descrivere questa differenza introduciamo due punti
ideali:
+\infty rappresenta la direzione dei numeri reali sempre più grandi;
-\infty rappresenta la direzione dei numeri reali sempre più piccoli.
È essenziale usare due simboli distinti. Un unico punto \infty non
permetterebbe di distinguere il comportamento verso destra da quello verso
sinistra.
L'infinito non è un traguardo numerico
Quando diciamo che un numero reale x diventa «grande», non intendiamo che si
avvicini a un numero reale particolarmente lontano. Qualunque numero reale
venga scelto, esistono sempre numeri ancora più grandi. Non c'è quindi, dentro
\mathbb R, un ultimo punto collocato alla fine della retta.
Il simbolo +\infty serve a esprimere una direzione:
andare verso +\infty significa superare ogni soglia reale fissata.
Simmetricamente:
andare verso -\infty significa scendere al di sotto di ogni soglia reale
fissata.
Queste frasi contengono già l'idea che guiderà la definizione degli intorni
dell'infinito. Vicino a +\infty non significherà essere a una piccola
distanza euclidea da un numero, ma trovarsi sufficientemente a destra sulla
retta. Vicino a -\infty significherà invece trovarsi sufficientemente a
sinistra.
Questo non significa che \mathbb R possieda un minimo o un massimo. Infatti
i due estremi appartengono a \overline{\mathbb R}, ma non a \mathbb R.
Osservazione. In \mathbb R non esiste un numero maggiore di tutti i
numeri reali. In \overline{\mathbb R} esiste invece un elemento maggiore
di ogni numero reale, perché lo abbiamo aggiunto per definizione e lo abbiamo
chiamato +\infty.
Intervalli con estremi infiniti
Una volta esteso l'ordine, possiamo usare la notazione degli intervalli anche
in \overline{\mathbb R}. Se a\in\mathbb R, poniamo
La seconda formula merita attenzione: nell'intervallo
(-\infty,+\infty) entrambi i punti ideali sono esclusi, perciò rimangono
esattamente i numeri reali.
Due notazioni simili, ma ambienti diversi
Nell'analisi elementare la scrittura
(a,+\infty)
indica normalmente la semiretta reale
\{x\in\mathbb R:x>a\}.
In questo uso, +\infty non è un elemento dell'intervallo: è soltanto un
simbolo che indica che la semiretta non ha un estremo destro reale.
Nella retta estesa possiamo invece scrivere
(a,+\infty]
=
(a,+\infty)\cup\{+\infty\}.
Questa volta il punto +\infty è incluso. La differenza fra parentesi tonda e
parentesi quadra non è dunque decorativa: distingue la semiretta reale dal
corrispondente intervallo della retta estesa che contiene il punto ideale.
Lo stesso vale a sinistra:
[-\infty,a)
=
\{-\infty\}\cup(-\infty,a).
Ordine sì, aritmetica no
In questa lezione useremo -\infty e +\infty soltanto come elementi
ordinati e come centri di intorni. Non li tratteremo come numeri sui quali
eseguire liberamente le operazioni aritmetiche.
Sono perfettamente significative, per esempio, le relazioni
Queste scritture compariranno più avanti come forme indeterminate. Il loro
significato riguarderà il confronto fra grandezze variabili, non un calcolo
aritmetico fra due numeri chiamati «infinito».
Anche la scrittura
\frac{1}{+\infty}=0
non è, in senso stretto, una divisione fra numeri reali. Può essere usata
informalmente per ricordare un comportamento limite, ma non sostituisce una
definizione.
Gli intorni dei punti reali nella retta estesa
Nella retta reale, un insieme U\subseteq\mathbb R è un intorno del punto
\ell\in\mathbb R se contiene un intervallo aperto centrato in \ell.
Equivalentemente, deve esistere \varepsilon>0 tale che
(\ell-\varepsilon,\ell+\varepsilon)\subseteq U.
Il numero \varepsilon misura quanto piccolo sia l'intervallo che siamo
riusciti a inserire in U. L'insieme U può essere molto più grande
dell'intervallo e può avere una forma più complessa: ciò che conta è che
contenga almeno un intervallo centrato in \ell.
La stessa definizione dentro \overline{\mathbb R}
Se consideriamo un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R}, diciamo che
U è un intorno del punto reale \ell quando esiste
\varepsilon>0 tale che
(\ell-\varepsilon,\ell+\varepsilon)\subseteq U.
La presenza eventuale di +\infty o di -\infty dentro U non cambia la
verifica. Per essere un intorno di \ell, l'insieme deve comunque contenere
un piccolo intervallo reale attorno a \ell.
Esempio. L'insieme
U=(1.7,2.4]\cup\{+\infty\}
è un intorno di 2. Infatti
(1.9,2.1)\subseteq U.
La presenza di +\infty è irrilevante per questa conclusione.
Controesempio. L'insieme
V=\{2,+\infty\}
contiene il punto 2, ma non è un suo intorno. Qualunque intervallo aperto
centrato in 2 contiene numeri reali diversi da 2, che non appartengono a
V.
Questa parte della teoria non cambia rispetto a P1. La novità riguarda
esclusivamente gli intorni dei due punti aggiunti.
Gli intorni di +\infty
L'idea geometrica
Essere vicini a +\infty significa trovarsi abbastanza a destra sulla retta.
Ma «abbastanza a destra» dipende dalla precisione richiesta. Una soglia come
10 può bastare in un problema, mentre in un altro potrebbe essere necessario
superare 10^6.
Una volta scelta una soglia reale M, tutti i punti che si trovano oltre tale
soglia formano l'intervallo
(M,+\infty].
Questo insieme contiene:
tutti i numeri reali x tali che x>M;
il punto ideale +\infty.
Al crescere di M, l'intervallo si sposta verso destra e diventa più piccolo.
È questo il comportamento che ci aspettiamo dagli intorni sempre più stretti
di +\infty.
Intorni fondamentali
Definizione. Per ogni M\in\mathbb R, l'insieme
I_M^+=(M,+\infty]
è un intorno fondamentale di +\infty.
La parola «fondamentale» indica che questi intervalli costituiscono i modelli
più semplici di intorno. Un intorno generale può essere più grande e può
contenere punti aggiuntivi.
Intorni generali
Definizione. Un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R} è un
intorno di +\infty se esiste una soglia M\in\mathbb R tale che
(M,+\infty]\subseteq U.
Questa definizione ha la stessa struttura della definizione di intorno di un
punto reale:
vicino a un punto reale \ell, l'insieme deve contenere un intervallo
centrato in \ell;
vicino a +\infty, l'insieme deve contenere un'intera semiretta terminale
insieme al punto +\infty.
Esempio 1. L'insieme
U=(100,+\infty]
è un intorno di +\infty per definizione.
Esempio 2. Anche
V=[-3,0]\cup(100,+\infty]
è un intorno di +\infty. La parte [-3,0] non ha alcun ruolo nella
verifica: è sufficiente che V contenga (100,+\infty].
Esempio 3. L'insieme
W=\overline{\mathbb R}\setminus\{0\}
è un intorno di +\infty, perché
(1,+\infty]\subseteq W.
Insiemi che non sono intorni di +\infty
Il fatto che un insieme contenga +\infty è necessario, ma non sufficiente.
Occorre che contenga anche tutti i numeri reali oltre una certa soglia.
L'insieme
\{+\infty\}
non è un intorno di +\infty: nessuna semiretta (M,+\infty] può essere
contenuta in un insieme formato da un solo punto.
Anche
\mathbb N\cup\{+\infty\}
non è un intorno di +\infty. L'insieme contiene numeri arbitrariamente
grandi, ma non contiene una semiretta. Qualunque sia M, possiamo scegliere
un numero naturale n>M e considerare il numero reale non naturale
n+\frac12,
che appartiene a (M,+\infty] ma non a
\mathbb N\cup\{+\infty\}.
Infine,
(0,+\infty)
non è, come sottoinsieme di \overline{\mathbb R}, un intorno di
+\infty, perché non contiene il proprio centro +\infty. Esso è però la
traccia reale dell'intorno (0,+\infty]. Questa distinzione verrà chiarita
nel paragrafo successivo.
L'appartenenza di un numero reale
Se x\in\mathbb R, allora
x\in(M,+\infty]
\iff
x>M.
Il punto +\infty compare nella definizione dell'intorno, ma scompare quando
verifichiamo l'appartenenza di un numero reale. Questa equivalenza è il ponte
fra il linguaggio degli intorni e quello delle disuguaglianze.
Quando applicheremo la definizione a una successione di numeri reali, dire che
un termine appartiene a (M,+\infty] significherà semplicemente dire che
quel termine è maggiore di M.
La traccia reale di un intorno
Se U è un intorno di +\infty in \overline{\mathbb R}, la sua
traccia su \mathbb R è
U\cap\mathbb R.
Poiché U contiene un intervallo (M,+\infty], la sua traccia contiene la
semiretta reale
(M,+\infty).
Viceversa, se un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R} contiene
+\infty e la sua traccia reale contiene (M,+\infty), allora
(M,+\infty]\subseteq U,
perciò U è un intorno di +\infty.
Otteniamo così la caratterizzazione seguente.
Proposizione. Un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R} è un
intorno di +\infty se e solo se:
+\infty\in U;
esiste M\in\mathbb R tale che
$$
(M,+\infty)\subseteq U\cap\mathbb R.
$$
In molti testi, quando si lavora esclusivamente con variabili o successioni a
valori reali, la semiretta (M,+\infty) viene chiamata per brevità
«intorno di +\infty». Si tratta di un abuso di linguaggio efficace, purché
si ricordi che:
il vero intorno nella retta estesa è (M,+\infty];
(M,+\infty) è la parte reale di quell'intorno.
Confrontare due intorni fondamentali
Siano M_1,M_2\in\mathbb R. Se
M_1<M_2,
allora
(M_2,+\infty]\subsetneq(M_1,+\infty].
La soglia più grande produce quindi l'intorno più piccolo. Per avvicinarsi
maggiormente a +\infty bisogna spostare la soglia verso destra.
La presenza di un massimo è garantita perché le soglie sono in numero finito.
Le intersezioni infinite si comportano diversamente. Per esempio,
\bigcap_{m\in\mathbb N}(m,+\infty]
=
\{+\infty\}.
Il singoletto \{+\infty\} non è un intorno di +\infty. Dunque
un'intersezione infinita di intorni non è necessariamente un intorno.
Gli intorni di -\infty
L'idea geometrica
La costruzione è simmetrica. Essere vicini a -\infty significa trovarsi
abbastanza a sinistra sulla retta, cioè al di sotto di una soglia reale.
Fissato M\in\mathbb R, l'intervallo
[-\infty,M)
contiene:
il punto ideale -\infty;
tutti i numeri reali x tali che x<M.
Intorni fondamentali e intorni generali
Definizione. Per ogni M\in\mathbb R, l'insieme
I_M^-=[-\infty,M)
è un intorno fondamentale di -\infty.
Definizione. Un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R} è un
intorno di -\infty se esiste M\in\mathbb R tale che
[-\infty,M)\subseteq U.
Esempio 1. L'insieme
U=[-\infty,-50)
è un intorno fondamentale di -\infty.
Esempio 2. Anche
V=[-\infty,-50)\cup[2,4]
è un intorno di -\infty.
Controesempio. L'insieme
\{-\infty\}\cup\{-1,-2,-3,\ldots\}
non è un intorno di -\infty. Contiene numeri arbitrariamente piccoli, ma
non contiene tutti i numeri reali al di sotto di una soglia.
L'appartenenza di un numero reale
Se x\in\mathbb R, allora
x\in[-\infty,M)
\iff
x<M.
Pertanto il linguaggio degli intorni si traduce ancora una volta in una
disuguaglianza. Il verso è ora opposto rispetto al caso di +\infty.
La traccia reale
Un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R} è un intorno di -\infty se
e solo se:
-\infty\in U;
esiste M\in\mathbb R tale che
(-\infty,M)\subseteq U\cap\mathbb R.
La semiretta reale (-\infty,M) è la traccia su \mathbb R dell'intorno
fondamentale [-\infty,M).
Confrontare due intorni fondamentali
Se
M_1<M_2,
allora
[-\infty,M_1)\subsetneq[-\infty,M_2).
Nel caso di -\infty, la soglia più piccola produce l'intorno più piccolo.
Per avvicinarsi maggiormente a -\infty bisogna dunque spostare la soglia
verso sinistra.
Poiché \{-\infty\} non contiene alcuna semiretta terminale, non è un
intorno di -\infty.
Un unico linguaggio per punti finiti e infiniti
La tabella fondamentale
Le tre situazioni possono essere raccolte in un unico schema.
Centro
Intorno fondamentale
Condizione per un numero reale x
Come restringere l'intorno
\ell\in\mathbb R
(\ell-\varepsilon,\ell+\varepsilon), con \varepsilon>0
$
x-\ell
+\infty
(M,+\infty], con M\in\mathbb R
x>M
aumentare M
-\infty
[-\infty,M), con M\in\mathbb R
x<M
diminuire M
Tabella 1: Tabella Fondamentale degli Intorni nella Retta Reale Estesa
Questa tabella è il cuore della lezione. Nei tre casi cambia la forma
dell'intorno fondamentale, ma rimane invariata la struttura logica:
un insieme è un intorno del punto se contiene almeno un intorno fondamentale
di quel punto.
Per un punto reale controlliamo la distanza mediante \varepsilon. Per
+\infty e -\infty controlliamo invece la posizione mediante una soglia
M.
Proprietà comuni degli intorni
Le proprietà introdotte in P1 continuano a valere anche per i due punti
infiniti.
Proposizione. Sia p\in\overline{\mathbb R}.
Ogni intorno di p contiene p.
Se U è un intorno di p e U\subseteq V\subseteq\overline{\mathbb R},
allora anche V è un intorno di p.
L'intersezione di un numero finito di intorni di p è ancora un intorno
di p.
Dimostrazione. Per p\in\mathbb R le proprietà sono state dimostrate in
P1. Consideriamo p=+\infty.
Se U è un intorno di +\infty, esiste M tale che
(M,+\infty]\subseteq U.
Poiché +\infty\in(M,+\infty], si ha +\infty\in U. Se inoltre
U\subseteq V, la stessa semiretta è contenuta anche in V, perciò V è un
intorno.
Siano ora U_1,\ldots,U_k intorni di +\infty. Per ogni j esiste
M_j\in\mathbb R tale che
(M_j,+\infty]\subseteq U_j.
Ponendo
M=\max\{M_1,\ldots,M_k\},
si ottiene
(M,+\infty]
\subseteq
\bigcap_{j=1}^{k}U_j.
Quindi l'intersezione è un intorno di +\infty.
Per p=-\infty la dimostrazione è analoga: nell'ultima parte si sceglie
M=\min\{M_1,\ldots,M_k\}.
\qquad\Box
Proprietà vere vicino a un punto infinito
In P1 abbiamo descritto una proprietà vera vicino a un punto reale mediante un
intorno di quel punto. Ora consideriamo una proprietà P(x) definita per
x\in\mathbb R. Diciamo che P(x) è vera vicino a +\infty quando
esiste M\in\mathbb R tale che
x>M
\implies
P(x)
per ogni x\in\mathbb R. In altri termini, l'insieme reale nel quale la
proprietà è verificata deve contenere la traccia (M,+\infty) di un intorno
di +\infty.
Analogamente, P(x) è vera vicino a -\infty quando esiste
M\in\mathbb R tale che
x<M
\implies
P(x)
per ogni x\in\mathbb R.
Per esempio, la proprietà
x>0
è vera vicino a +\infty, perché tutti i numeri reali della traccia
(0,+\infty) la soddisfano.
La stessa proprietà non è vera vicino a -\infty: nessuna semiretta
(-\infty,M) è contenuta nell'insieme dei numeri positivi.
La proprietà
|x|>100
è invece vera sia vicino a +\infty sia vicino a -\infty, perché vale
rispettivamente per
x>100
e per
x<-100.
Infine, la proprietà «x è un numero intero» non è vera vicino a nessuno dei
due punti infiniti. Gli interi si estendono arbitrariamente a destra e a
sinistra, ma non riempiono alcuna semiretta reale.
Separare due punti distinti
Una proprietà importante della retta estesa è che due suoi punti distinti
possono essere racchiusi in intorni disgiunti. Questo risultato preparerà la
dimostrazione dell'unicità del limite.
Teorema. Se p,q\in\overline{\mathbb R} e p\ne q, esistono un
intorno U di p e un intorno V di q tali che
U\cap V=\varnothing.
Dimostrazione. Distinguiamo i casi possibili.
Se p,q\in\mathbb R, scegliamo
r=\frac{|p-q|}{3}>0
e poniamo
U=(p-r,p+r),
\qquad
V=(q-r,q+r).
Se esistesse x\in U\cap V, dalla disuguaglianza triangolare seguirebbe
|p-q|
\le
|p-x|+|x-q|
<
2r
=
\frac{2}{3}|p-q|,
che è impossibile. Dunque U\cap V=\varnothing.
Se p\in\mathbb R e q=+\infty, possiamo scegliere
U=(p-1,p+1),
\qquad
V=(p+1,+\infty].
Il primo intervallo contiene soltanto numeri minori di p+1, mentre il
secondo contiene soltanto numeri maggiori di p+1 e il punto +\infty.
Pertanto sono disgiunti.
Se p\in\mathbb R e q=-\infty, scegliamo
U=(p-1,p+1),
\qquad
V=[-\infty,p-1).
Anche in questo caso gli intorni sono disgiunti.
Rimane il caso dei due punti infiniti. Gli intorni
U=[-\infty,0)
e
V=(0,+\infty]
sono disgiunti e contengono rispettivamente -\infty e +\infty.
Gli eventuali casi con l'ordine di p e q scambiato si ottengono
scambiando U e V. \Box
Approfondimento facoltativo - Una metrica su \overline{\mathbb R}
Comprimere la retta in un intervallo limitato
La retta reale è illimitata. Possiamo però comprimerla dentro l'intervallo
(-1,1) mediante la funzione
g(x)=\frac{x}{1+|x|}.
Per ogni x\in\mathbb R si ha
-1<g(x)<1.
Per x\ge0 possiamo scrivere
g(x)=1-\frac{1}{1+x},
mentre per x\le0 si ha
g(x)=-1+\frac{1}{1-x}.
Queste due espressioni mostrano che g è strettamente crescente su ciascuno
dei due semiasse. Inoltre g(x)<0 per x<0, g(0)=0 e g(x)>0 per
x>0, quindi la crescita vale sull'intera retta.
La funzione è anche biiettiva da \mathbb R a (-1,1). La sua inversa è
Quando x assume valori reali sempre più grandi, g(x) si avvicina a 1;
quando x assume valori sempre più piccoli, g(x) si avvicina a -1.
È quindi naturale estendere g ponendo
g(+\infty)=1,
\qquad
g(-\infty)=-1.
In questo modo g diventa una biiezione
g:\overline{\mathbb R}\longrightarrow[-1,1].
L'immagine geometrica è semplice: l'intera retta reale viene compressa
nell'intervallo aperto (-1,1), mentre -\infty e +\infty diventano i
due estremi -1 e 1.
Definizione della metrica
Definizione. Per x,y\in\overline{\mathbb R} poniamo
d_*(x,y)=|g(x)-g(y)|.
Proposizione. La funzione d_* è una metrica su
\overline{\mathbb R}.
Dimostrazione. La non negatività e la simmetria seguono dalle proprietà del
valore assoluto. Inoltre
d_*(x,y)=0
\iff
g(x)=g(y).
Poiché g è iniettiva,
g(x)=g(y)
\iff
x=y.
Infine, per ogni x,y,z\in\overline{\mathbb R},
d_*(x,y)
=
|g(x)-g(y)|
e, usando la disuguaglianza triangolare in \mathbb R,
|g(x)-g(y)|
\le
|g(x)-g(z)|+|g(z)-g(y)|.
Pertanto
d_*(x,y)\le d_*(x,z)+d_*(z,y).
Sono verificati tutti gli assiomi di una metrica. \Box
La distanza da +\infty
Se x\in\mathbb R e x\ge0, allora
g(x)=\frac{x}{1+x}=1-\frac{1}{1+x}.
Di conseguenza,
d_*(x,+\infty)
=
|g(x)-1|
=
\frac{1}{1+x}.
Quando x cresce, la quantità 1/(1+x) diminuisce. In questa nuova metrica,
quindi, i numeri reali molto grandi sono effettivamente vicini al punto
+\infty.
Se x\in\mathbb R e x\le0, allora g(x)\le0 e quindi
d_*(x,+\infty)=1-g(x)\ge1.
Di conseguenza, quando 0<\varepsilon\le1, nessun numero reale non positivo
può appartenere alla palla. Per un numero reale x>0 si ha invece
Anche in questo caso le palle metriche considerate sono intorni fondamentali
della forma già definita.
Che cosa accade ai punti reali?
Per un punto reale \ell, le palle della metrica d_* non coincidono
numericamente con le palle della distanza usuale. Le due metriche producono
però gli stessi intorni dei punti reali.
Infatti, una palla d_* centrata in \ell è l'insieme dei punti x per i
quali g(x) appartiene a un piccolo intervallo centrato in g(\ell). Poiché
g è strettamente crescente e biiettiva, la controimmagine di tale intervallo
è un intervallo contenente \ell. Viceversa, ogni intervallo reale contenente
\ell contiene una palla d_* abbastanza piccola.
La metrica d_*:
conserva quindi la nozione usuale di vicinanza in ogni punto reale;
aggiunge due punti verso i quali possono avvicinarsi i numeri molto grandi
positivi o negativi;
rende l'intera retta estesa un insieme limitato, perché
0\le d_*(x,y)\le2
per ogni x,y\in\overline{\mathbb R}.
In particolare,
d_*(-\infty,+\infty)=|-1-1|=2.
Questo esempio richiama un principio già incontrato in P1: la limitatezza
dipende dalla metrica scelta. La retta \mathbb R è illimitata per la
distanza usuale, ma la sua immagine compressa è limitata per la metrica
d_*.
Esempi svolti di difficoltà crescente
Esempio 1 - Riconoscere un intorno di +\infty
Stabiliamo quali fra gli insiemi seguenti sono intorni di +\infty:
U_1=(7,+\infty],
U_2=(7,+\infty),
U_3=\{+\infty\},
U_4=\overline{\mathbb R}\setminus[-2,2].
Svolgimento.
U_1 è un intorno fondamentale di +\infty.
U_2 non è un intorno di +\infty nella retta estesa, perché non contiene
+\infty. È soltanto la traccia reale di U_1.
U_3 contiene +\infty, ma non contiene alcuna semiretta
(M,+\infty]. Non è quindi un intorno.
Infine,
U_4=[-\infty,-2)\cup(2,+\infty].
Poiché
(2,+\infty]\subseteq U_4,
U_4 è un intorno di +\infty. È anche un intorno di -\infty.
Esempio 2 - Tradurre una proprietà in una soglia
Mostriamo che la proprietà
x^2>25
è vera vicino sia a +\infty sia a -\infty.
Svolgimento.
Se x>5, allora x è positivo e
x^2>5^2=25.
Quindi la proprietà vale sulla semiretta (5,+\infty) ed è vera vicino a
+\infty.
Se x<-5, allora |x|>5 e dunque
x^2=|x|^2>25.
La proprietà vale anche su (-\infty,-5) ed è vera vicino a -\infty.
Le due soglie non devono coincidere in generale. In questo esempio la simmetria
della funzione x^2 permette di scegliere 5 e -5.
Esempio 3 - Essere illimitato non basta
Consideriamo
A=\{n^2:n\in\mathbb N\}\cup\{+\infty\}.
L'insieme A contiene +\infty e numeri reali arbitrariamente grandi.
Verifichiamo che non è un intorno di +\infty.
Svolgimento.
Fissiamo una soglia qualunque M\in\mathbb R. Possiamo scegliere un naturale
n così grande che
n^2>M.
Il numero
n^2+\frac12
è maggiore di M, ma non è il quadrato di un numero naturale. Pertanto
n^2+\frac12\in(M,+\infty]
e
n^2+\frac12\notin A.
Nessuna semiretta (M,+\infty] è contenuta in A. Dunque A non è un
intorno di +\infty.
Esempio 4 - Intersecare più intorni
Calcoliamo
U=(3,+\infty]\cap(-5,+\infty]\cap(12,+\infty].
Svolgimento.
Un punto appartiene a tutti e tre gli intervalli se supera tutte e tre le
soglie. La condizione più restrittiva è
x>12.
Pertanto
U=(12,+\infty].
In formula,
U
=
(\max\{3,-5,12\},+\infty]
=
(12,+\infty].
Esempio 5 - Una palla centrata all'infinito
Consideriamo la metrica d_* dell'approfondimento e calcoliamo
Un numero reale x appartiene a questa palla esattamente quando x>4.
Esempio 6 - Separare un punto reale da +\infty
Costruiamo due intorni disgiunti, uno di 2.5 e uno di +\infty.
Svolgimento.
Possiamo scegliere
U=(2,3)
come intorno di 2.5. Per +\infty scegliamo
V=(3,+\infty].
Ogni elemento reale di U è strettamente minore di 3, mentre ogni elemento
reale di V è strettamente maggiore di 3. Inoltre +\infty\notin U.
Pertanto
U\cap V=\varnothing.
Distinzioni concettuali da conservare
Nozione
Significato corretto
Da non confondere con
+\infty
punto ideale che rappresenta la direzione verso destra
un numero reale molto grande
-\infty
punto ideale che rappresenta la direzione verso sinistra
un numero reale molto negativo
(M,+\infty]
intorno fondamentale di +\infty in \overline{\mathbb R}
la sola semiretta reale (M,+\infty)
[-\infty,M)
intorno fondamentale di -\infty in \overline{\mathbb R}
la sola semiretta reale (-\infty,M)
insieme illimitato superiormente
insieme che supera ogni soglia reale almeno in qualche punto
intorno di +\infty, che contiene tutti i punti oltre una soglia
\infty senza segno
notazione informale da precisare ogni volta
uno dei due elementi di \overline{\mathbb R}
ordine esteso
relazioni come -\infty<x<+\infty
aritmetica ordinaria con gli infiniti
forma indeterminata
comportamento che richiede un'analisi ulteriore
operazione numerica con un risultato già assegnato
Tabella 2: Distinzioni concettuali da conservare
Errori frequenti
Pensare che +\infty sia un numero reale
Non esiste un numero reale più grande di tutti gli altri. Il simbolo
+\infty appartiene a \overline{\mathbb R}, non a \mathbb R.
Confondere «molto grande» con «vicino a +\infty»
Un numero come 10^{20} può essere grande rispetto a una certa scala, ma una
soglia successiva potrebbe essere 10^{30}. La nozione di intorno richiede
che si possa superare qualunque soglia scelta, non che esista un numero
universalmente grande.
Dimenticare il punto ideale
L'intervallo (M,+\infty) non contiene +\infty e quindi, preso come
sottoinsieme di \overline{\mathbb R}, non è un intorno del punto
+\infty. Il vero intorno fondamentale è (M,+\infty].
Credere che bastino punti arbitrariamente grandi
L'insieme dei naturali contiene elementi maggiori di ogni soglia, ma non
contiene alcuna semiretta reale. Non è quindi un intorno di +\infty.
Invertire il verso della soglia
Per +\infty serve la condizione
x>M.
Per -\infty serve invece
x<M.
Restringere l'intorno nella direzione sbagliata
Per ottenere un intorno più piccolo di +\infty bisogna aumentare M. Per
ottenere un intorno più piccolo di -\infty bisogna diminuire M.
Usare \infty senza segno
Nella retta reale estesa esistono due punti distinti, -\infty e
+\infty. Il simbolo \infty senza segno non identifica automaticamente
uno dei due.
Calcolare con gli infiniti come con numeri ordinari
Scritture come
+\infty-(+\infty)
non si semplificano cancellando i due simboli. Non si tratta di numeri reali,
e la forma può corrispondere a comportamenti completamente diversi.
Dimenticare che un'intersezione infinita può fallire
Le intersezioni finite di intorni sono intorni. La proprietà non si estende
automaticamente alle intersezioni infinite:
\bigcap_{m\in\mathbb N}(m,+\infty]
=
\{+\infty\},
che non è un intorno.
Esercizi svolti
Gli esercizi sono ordinati per difficoltà. È consigliabile tentare ogni
problema prima di leggere lo svolgimento.
Livello A - Comprensione e calcolo
Esercizio 1
Descrivere esplicitamente i seguenti intervalli come unioni di sottoinsiemi di
\mathbb R e degli eventuali punti ideali:
Per gli intorni di +\infty si prende il massimo delle soglie:
A
=
(\max\{1,7,-2\},+\infty]
=
(7,+\infty].
Per gli intorni di -\infty si prende il minimo:
B
=
[-\infty,\min\{1,7,-2\})
=
[-\infty,-2).
Livello B - Uso delle definizioni
Esercizio 7
Dimostrare che un insieme U\subseteq\overline{\mathbb R} è un intorno di
+\infty se e solo se +\infty\in U e la parte reale del complemento
(\overline{\mathbb R}\setminus U)\cap\mathbb R
è limitata superiormente.
Svolgimento.
Supponiamo che U sia un intorno di +\infty. Esiste allora
M\in\mathbb R tale che
(M,+\infty]\subseteq U.
In particolare +\infty\in U. Inoltre nessun elemento reale del complemento
può essere maggiore di M. Quindi
(\overline{\mathbb R}\setminus U)\cap\mathbb R
\subseteq
(-\infty,M]
e la parte reale del complemento è limitata superiormente.
Viceversa, supponiamo che +\infty\in U e che la parte reale del complemento
sia limitata superiormente. Esiste allora M\in\mathbb R tale che
x\le M
per ogni
x\in(\overline{\mathbb R}\setminus U)\cap\mathbb R. Di conseguenza, se
x\in\mathbb R e x>M, allora
x\notin\overline{\mathbb R}\setminus U e dunque x\in U. Poiché anche
+\infty\in U, si ha
(M,+\infty]\subseteq U.
Pertanto U è un intorno di +\infty.
Esercizio 8
Formulare e dimostrare l'analoga caratterizzazione degli intorni di
-\infty.
Svolgimento.
La caratterizzazione è la seguente:
U\subseteq\overline{\mathbb R} è un intorno di -\infty se e solo se
-\infty\in U e
(\overline{\mathbb R}\setminus U)\cap\mathbb R è limitato
inferiormente.
Se U è un intorno di -\infty, esiste M tale che
[-\infty,M)\subseteq U.
Ogni elemento reale del complemento è quindi maggiore o uguale a M. La parte
reale del complemento è limitata inferiormente e -\infty\in U.
Viceversa, se la parte reale del complemento è limitata inferiormente, esiste
M\in\mathbb R tale che
x\ge M
per ogni
x\in(\overline{\mathbb R}\setminus U)\cap\mathbb R. Ogni numero reale
x<M appartiene allora a U. Poiché per ipotesi -\infty\in U, segue
[-\infty,M)\subseteq U.
Dunque U è un intorno di -\infty.
Esercizio 9
Mostrare che la proprietà
x^2-3x>10
è vera vicino a +\infty. Trovare una soglia esplicita.
Svolgimento.
Fattorizziamo:
x^2-3x-10=(x-5)(x+2).
La disuguaglianza richiesta equivale a
(x-5)(x+2)>0.
Se x>5, entrambi i fattori sono positivi, perciò il prodotto è positivo.
Quindi la proprietà vale su
(5,+\infty).
Possiamo scegliere la soglia
M=5.
Esercizio 10
Dato \varepsilon>0, trovare una soglia M_+>0 tale che
\left|\frac1x\right|<\varepsilon
per ogni x>M_+. Trovare poi una soglia M_-<0 che garantisca la stessa
disuguaglianza per ogni x<M_-.
Svolgimento.
Se x>0, allora
\left|\frac1x\right|=\frac1x.
Per ottenere 1/x<\varepsilon è sufficiente imporre
x>\frac1\varepsilon.
Possiamo quindi scegliere
M_+=\frac1\varepsilon.
Se x<0, allora |x|=-x e
\left|\frac1x\right|=\frac1{|x|}.
La condizione |x|>1/\varepsilon equivale, nel semiasse negativo, a
x<-\frac1\varepsilon.
Possiamo scegliere
M_-=-\frac1\varepsilon.
La proprietà |1/x|<\varepsilon vale dunque sia vicino a +\infty sia
vicino a -\infty.
Esercizio 11
Dimostrare direttamente che
\bigcap_{m\in\mathbb N}(m,+\infty]
=
\{+\infty\}.
Svolgimento.
Il punto +\infty appartiene a ogni insieme (m,+\infty], quindi
Questo è uno dei due passaggi necessari per mostrare che d_* e la distanza
usuale producono gli stessi intorni nei punti reali.
Esercizio 19
Caratterizzare gli insiemi
U\subseteq\overline{\mathbb R} che sono contemporaneamente intorni di
+\infty e di -\infty.
Svolgimento.
U è un intorno di +\infty se esiste M_+\in\mathbb R tale che
(M_+,+\infty]\subseteq U.
È un intorno di -\infty se esiste M_-\in\mathbb R tale che
[-\infty,M_-)\subseteq U.
Pertanto U è un intorno di entrambi i punti se e solo se esistono
M_-,M_+\in\mathbb R tali che
[-\infty,M_-)\cup(M_+,+\infty]\subseteq U.
Non è necessario che M_-<M_+. Se le due semirette si sovrappongono, la loro
unione può perfino coincidere con tutta \overline{\mathbb R}.
In termini del complemento, la stessa condizione dice che
\overline{\mathbb R}\setminus U
è un sottoinsieme limitato di \mathbb R.
Esercizio 20
Stabilire vicino a quali punti infiniti sono vere le proprietà seguenti:
x^3-4x>0;
x^4+1>1000;
x<7;
x\in\mathbb Q.
Svolgimento.
Per la prima proprietà fattorizziamo:
x^3-4x=x(x-2)(x+2).
Se x>2, tutti e tre i fattori sono positivi, quindi la proprietà è vera
vicino a +\infty. Se x<-2, i tre fattori sono negativi e il loro prodotto
è negativo. La proprietà non è vera vicino a -\infty.
Per la seconda proprietà è sufficiente richiedere
|x|>\sqrt[4]{999}.
Essa è quindi vera vicino a entrambi i punti infiniti.
La proprietà x<7 vale su tutta la semiretta (-\infty,7) ed è vera vicino
a -\infty. Non è vera vicino a +\infty.
Infine, l'insieme \mathbb Q contiene numeri arbitrariamente grandi e
arbitrariamente piccoli, ma non contiene alcuna semiretta reale, perché fra due
numeri reali distinti esistono sia razionali sia irrazionali. La proprietà
x\in\mathbb Q non è quindi vera vicino a nessuno dei due punti infiniti.
Testi di riferimento
Paolo Maurizio Soardi, Analisi matematica, §3.9
Giuseppe De Marco, Analisi Uno, §§6.6-6.7
Jaures P. Cecconi e Guido Stampacchia, Analisi Matematica 1 - Funzioni di una variabile, §23.9
Un insieme è un intorno di +\infty quando contiene tutti i numeri reali
maggiori di una certa soglia e contiene anche +\infty. Se si considerano
soltanto numeri reali, l'appartenenza si traduce nella disuguaglianza
x>M.
Per -\infty, gli intorni fondamentali sono
[-\infty,M),
\qquad
M\in\mathbb R,
e, per un numero reale x, l'appartenenza equivale a
x<M.
Il confronto fra gli intorni segue due regole speculari:
per restringere un intorno di +\infty si aumenta la soglia;
per restringere un intorno di -\infty si diminuisce la soglia.
Le intersezioni finite di intorni sono ancora intorni. Per gli intorni
fondamentali, si prende il massimo delle soglie nel caso di +\infty e il
minimo nel caso di -\infty. Le intersezioni infinite, invece, possono
ridursi al solo punto ideale e non essere più intorni.
Infine, contenere punti arbitrariamente grandi o piccoli non basta. Un intorno
deve contenere un'intera semiretta terminale. Questa distinzione sarà decisiva
quando tradurremo il linguaggio degli intorni nelle definizioni formali dei
limiti finiti e infiniti.